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Embriocinesi ed il concetto di motilità 

Parole chiave: embriocinesi, motilità, mobilità.  

Il concetto di motilità in osteopatia ha un rapporto con l’energia.  

Per sviluppare questo concetto di motilità ed embriocinesi sono state studiate le somiglianze fra medicina cinese - sfruttando la conoscenza che essa ha fornito dei sistemi energetici -, embriologia e sistema viscerale in osteopatia.  

Per comprendere queste affinità sono state fatte ricerche sul sistema intestinale con l’obiettivo di verificare se, con la manipolazione di organi e visceri del sistema digestivo con tecniche embriologiche, si producevano ripercussioni sulla circolazione dell’energia nei meridiani. Sono state fatte delle verifiche con dei potenziometri ed effettivamente è stato visto che, lavorando sui visceri con tecniche embriologiche, anche l’energia circolante nei meridiani si modificava.

E’ stato fatto anche un altro studio. Ovvero si è provato a verificare cosa cambiasse nei meridiani se i visceri venivano manipolati in mobilità.  E si è visto che quando si lavora in mobilità non si crea una quantità superiore o inferiore di energia, ma la si ridistribuisce meglio. L’energia già presente circola in modo migliore.  

Quindi lavorando in MOTILITA’ (tecnica embriologica) si modifica la qualità dell’energia della struttura; lavorando in MOBILITA’ si permette all’energia presente nella struttura di circolare meglio.  

A partire da questi dati di base si è cercato di sviluppare la comprensione del movimento embriologico di messa in posizione degli organi. Per fare questo è stata studiata l’embriologia. 
Studiando l’evoluzione dell’embrione si osserva che nessun organo resta nel posto in cui compare ma migra sistematicamente per giungere, solo dopo una serie più o meno complessa di movimenti, nella posizione anatomica conosciuta. Se un organo è in grado di migrare significa che ha a disposizione un’energia che gli consente di compiere lo spostamento.  

Cos’è dunque la “MOTILITÀ”? E’ la capacità e potenzialità intrinseca di spostarsi da solo, contrariamente alla “MOBILITÀ” che consiste nella capacità di essere spostati.  

Secondo le ricerche osteopatiche, la motilità degli organi e dei visceri non può avere come origine che l’embriogenesi perché è l’unico momento della vita del sistema vivente dove gli organi e i visceri si spostano da soli. La motilità quindi non può che essere embrionaria. Sulla base di questi studi e ricerche l’osteopatia ha dunque coniato la parola “embriocinesi”.  

Tappe dello sviluppo cardiaco

MOTILITA’ = è un movimento di energia intrinseco alla struttura. NON è un movimento della struttura. Il movimento della motilità è un movimento di energia che attraversa una struttura, un viscere o un organo ed è lo stesso movimento di energia che ha originariamente organizzato una struttura o viscere o organo etc. Questo movimento, una volta terminata l’embriogenesi, permane tutta la vita. E quando l’individuo è in buona salute, il movimento si mantiene con la stessa qualità, tanto a 15 giorni di vita che a 75 anni. Questo movimento di energia, detto “motilità”, riflette l’energia della struttura o dell’organo.  

Fasi di sviluppo dell'intestino


Fasi successive di sviluppo dell'intestino











Posizione definitiva degli organi nell'adulto


Normalmente questo movimento d’energia non viene perturbato durante la fase di sviluppo embriologico. Quando ciò avviene si va incontro a malformazioni, agenesie etc. Nei pazienti che vengono in ambulatorio si possono riscontrare anomalie, modificazioni, blocchi, ma globalmente il movimento embriologico (motilità) si è concluso positivamente.  

Quindi quando si vanno a testare i movimenti embrionari della struttura o dei visceri o degli organi, saranno dei movimenti che avranno subito perturbazioni instaurate dopo l’embriogenesi. E sono perturbazioni che possono essere recuperate.  

Quando si lavora sul movimento embriologico si va a rilanciare nei tessuti l’energia fondamentale che permane per tutta la vita, ma che per diverse circostanze può essere alterata o bloccata. Questo lavoro va a ripermettere progressivamente un’apertura del sistema corporeo: recuperando l’energia originaria è possibile ricostruire la struttura della materia (concetto di trasmutazione di W.G. Sutherland).  






Immagini per riflettere...









Microfotografia di una micropipetta che inietta un getto di fluido nell'acqua, formando un vortice. La superficie di confine tra il fluido in movimento e l'acqua ferma crea forme organiche. Illustrazione di Gerlad Moonen, ridisegnata da Schwerk (1996).

















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