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Osteopatia e Sport

Qualsiasi perdita di mobilità delle articolazioni, dei muscoli, dei legamenti e degli organi interni possono causare uno squilibrio nello stato di salute. Ciò si verifica negli atleti con sintomi diversi, dalla semplice contrattura al dolore cronico, problematiche che alterano la qualità delle prestazioni.

Osteopatia: struttura equilibrata + mobilità corretta = funzione ottimale
 
L’osteopatia favorisce il rendimento
 
Con la sua azione specifica su tutto il corpo, l'osteopata saprà riconoscere e trattare le possibili cause di dolore che limitano la pratica dello sport.
L’intervento osteopatico, agendo positivamente sul sistema circolatorio e nervoso, migliora le potenzialità e la forza muscolare, la mobilità e l’elasticità delle articolazioni e la capacità respiratoria.
Il trattamento osteopatico può anche migliorare la capacità di recupero dopo lo sforzo.

Osteopatia per i bambini che praticano sport
 
E' particolarmente appropriata per correggere le conseguenze di cadute e traumi.
Come terapia preventiva, è utile fare regolari controlli per seguire il bambino sportivo nel suo sviluppo. E 'interessante fare visite anche e soprattutto quando i bambini (e ragazzi) fanno attività sportiva intensa. Il carico del lavoro muscolare può comportare, se  non bilanciato da adeguato "stretching", un importante accorciamento muscolare. Questo crea tensione nel corpo che è bene eliminare, per consentire al bambino di vivere in un corpo armonioso ed equilibrato e per questo sereno.
 
La conservazione dell’equilibrio di salute del corpo permetterà loro di praticare lo sport senza inconvenienti.
 
Quando consultare un osteopata?
   
Come prevenzione:
per fare un "check up", per prepararsi ad una prova.
 
In termini curativi:
-  per riequilibrare con molta precisione gli assi articolari che sono stati perturbati da
    uno shock.
-  dopo fratture, lussazioni, distorsioni (anca, ginocchio, caviglia, polso, gomito,
    spalla), in seguito ad interventi chirurgici per aiutare una buona cicatrizzazione
    (riduzione delle aderenze), per ottimizzare i tempi della rieducazione fisioterapica.
-  per eliminare sequele dovute a  traumi, anche di vecchia data; talvolta traumi
   vecchi, sottovalutati o non trattati adeguatamente e quindi “non risolti”, possono
   comportare anche a distanza di tempo, problematiche importanti anche in sedi
   distanti dal trauma originario.

Ma anche in caso di ...
 
-  cadute senza lesioni ossee visibili attraverso radiografie;
-  dolori articolari in genere;
-  torcicollo, stiramenti muscolari;
-  stati infiammatori come talloniti, pubalgie, periartriti, epicondiliti;
-  mancanza di fiato durante lo sforzo;
-  sciatica, cruralgia, cervicalgia, dorsalgie, lombalgie;
-  mal di testa, disturbi dell'equilibrio, vertigini;
-  difficoltà di recupero dello sforzo.
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