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QHAQOY
 
 
“Il massaggio Inka Qhaqoy è una antichissima arte terapeutica di rilassamento profondo. Fu usata per secoli dagli indiani sudamericani, in modo particolare dai curanderos del Perù e della Bolivia, per ristabilire lo stato di salute e godere di benessere psico-fisico.
Quando parlano di salute gli Indiani Quechua discendenti degli lncas intendono il giusto equilibrio tra l'uomo e la natura. Nella malattia essi individuano un segnale di squilibrio tra questi due elementi e quindi ritengono che per guarire si debba ritrovare questo equilibrio.
Tra le diverse tecniche terapeutiche da loro usate, il massaggio è una risorsa immediata perché richiede solo l'uso delle mani, un bene subito disponibile”(…) http://www.hhmamani.com/ckfinder/userfiles/files/QHAQOY-ITA-OK.pdf
 
Attraverso il contatto del massaggio si riattiva in tutto l'organismo la circolazione armonica del "Ti" ( energia solare, caratteristica dell'uomo) e del "Ki" (energia lunare, caratteristica della donna).
Il Massaggio Qhaqoy si fonda sulla conoscenza della tripartizione dell’uomo (fisica, mentale-emozionale, spirituale) e sugli “influssi cosmici”. Fra questi, quello principale per i popoli sudamericani è quello della Costellazione della Croce del Sud, considerato il caposaldo della cosmologia andina e il principale riferimento del pensiero filosofico, scientifico e religioso.

Il Qhaqoy conduce ad uno stato di rilassamento profondo e permette di ristabilire uno stato
ottimale di salute psico-fisica. Il suo scopo è armonizzare l’individuo che si trova a vivere uno stato di eccesso o di dispersione di energia dovuta all’accumulo di tensioni emotive continue (ansia, dolore, rabbia, stress, paura, preoccupazioni…), attraverso azioni che riequilibrano l’organismo nella sua interezza.
Il massaggio andino consente un cammino di autoguarigione e crescita, accompagna verso il superamento delle conflittualità emotive, aiuta ad elaborare i traumi per risolverli e lasciarli andare quando la persona è pronta; favorisce la soluzione di disturbi anche fisici quali tensioni, contratture, affezioni nervose, depressione, patologie legate allo stress.
La pratica costante di questa tecnica aiuta a sviluppare la consapevolezza di sé. 
 
Il tatto è conoscenza.
Il senso del tatto è il primo a svilupparsi nel feto durante la gravidanza, a contatto con le pareti uterine e il liquido amniotico. Per questo è uno dei sensi più potenti che abbiamo.
L’interesse di alcuni medici e ricercatori e la disponibilità di mezzi tecnici particolari (ultrasuoni) hanno consentito una esplorazione approfondita della sensorialità fetale e hanno permesso di confermare quanto intuizioni presenti in molte culture antiche da secoli veniva tramandato: il feto vede, sente, percepisce già in un’epoca molto precoce della gravidanza, anche se il suo vedere, sentire, percepire non sono identici a quello di un adulto.
I primi recettori sensoriali a comparire, già alla settima settimana intrauterina, sono i recettori tattili della zona attorno alla bocca;  all'undicesima settimana compaiono quelli del viso, del palmo delle mani e della pianta dei piedi. Entro la ventesima settimana sono presenti i recettori su tutta la pelle del corpo. Attraverso il tatto, il nascituro sperimenta i suoi primi stimoli emozionali e cognitivi; attraverso il tatto il bambino fa le sue prime esperienze relazionali e comunicative: dalle contrazioni uterine al respiro della madre, alle carezze dei genitori sulla pancia della gestante; attraverso il tatto, fin dalla gravidanza, si definisce e rafforza il legame affettivo tra genitori e figli, la fiducia e il riconoscimento reciproco.
A partire dalla nona settimana di gestazione il feto è un essere “multi ricettivo” e la qualità degli stimoli che riceve durante la gravidanza condiziona la qualità dell’individuo che nascerà...
 
Il massaggio Qhaqoy utilizza tutti i sensi di cui è dotato il corpo umano, ma in particolare privilegia il senso del TATTO per ridare unità e armonia alla persona: una parte del nostro corpo che non venga toccata, è una parte di noi che tenderemo ad “eliminare” e a non riconoscere.
 
Col tatto è possibile leggere le memorie “scritte” in un corpo: tutto ciò che si vive viene immagazzinato nei nostri tessuti, come se il nostro corpo fosse il nostro archivio, ed è possibile poterlo ritrovare e “leggere”. Attraverso il tatto si può dunque conoscere e capire l’Altro. Sviluppare il senso del tatto consente di conoscere se stessi e l’Altro.
 
Il massaggio aiuta a ritrovare se stessi, il proprio equilibrio; sviluppa la sicurezza e tranquillità, risveglia la creatività. Porta ordine ove c’è disordine, armonia dove c’è caos. Dà chiarezza mentale e pace e riduce la paura insita in noi. Quando si è in armonia con se stessi, anche la visione della nostra vita è più lucida e semplice.
“Il mentale disgrega l’energia e la disperde. E l’energia frantumata, che è nel caos, è paralizzante”. H.H. Mamani
 
I traumi, così come un mentale forte o eccessivo, portano al caos interiore cerebrale e fisico. Nel caos vi è un’importante dissipazione di energia. Il massaggio aiuta a riordinare questa confusione e disorganizzazione, permettendo al corpo e alla persona di ritrovare “la propria direzione” in tutta armonia.
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